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LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

Sai che cosa è il perfezionismo e perché è un’illusione che facilmente diventa una trappola?

Quando parliamo del perfezionismo, possiamo  fare un distinguo. la-trappola-del-perfezionismo

Si può intendere come  un tratto della personalità che riscontriamo quando cerchiamo sempre di dare il meglio e ci impegnano al massimo delle nostre capacità. Quando  fatichiamo ad accettare errori e fallimenti, ma superata la frustrazione iniziale, riusciamo a trasformare l’insuccesso in motore per l’occasione successiva.

Può essere abbastanza faticoso , per noi stessi e per le persone che vivono ed interagiscono con noi. Ma gestibile e anche, senza strafare, talvolta utile.

Possiamo considerarlo alla stregua di una spinta a raggiungere e mantenere certi livelli di rendimento. Ragionevole è impegnarsi per migliorare, ma essenziale è farlo secondo una modalità soddisfacente,  non nevrotica.

Quando però  questa spinta ci fa percepire come non accettabile ogni piccolo difetto, ogni sbaglio, ogni ritardo, ogni imprevisto, ecco che possiamo vivere una difficoltà .

Ecco che ci sentiamo sotto esame, trafitti da uno sguardo critico, che può essere interiore (autodiretto)  e  anche collocato all’esterno ( eterodiretto insegnati, colleghi, datori di lavoro, genitori, partners…..) .

Altra caratteristica che ci può suggerire di vivere una forma di perfezionismo non funzionale è il livello degli standard che ci si auto impone. Esagerati ed irrealistici.

Volendo fare un elenco sommario dei tratti che possono evidenziare una modalità non funzionale di perfezionismo, possiamo evidenziare :

  • standard di comportamento auto imposti troppo elevati ;
  • target non realistici rispetto le capacità effettive (anche solo del momento );
  • investimento di un’esagerata quantità di energia per raggiungerli;
  • aspettative irrealistiche, che possono inficiare il rendimento individuale;
  • considerare gli errori come indice di totale di fallimento;
  • valutazioni di se e del proprio operato eccessivamente severo, con un pensiero dicotomico , tutto o niente;
  • sfiducia nelle proprie capacità;
  • timore del giudizio la-trappola-del-perfezionismo
  • eccessivo lavorio mentale
  • bisogno di controllo, di se ed interpersonale, con ansia e tensione su tutto ciò che si può ricondurre all’ordine, alla regole, all’organizzazione;
  • sovrastima delle aspettative altrui e necessità del continuo e totale riconoscimento esterno;
  • Confronti e critiche vengono evitati perché difficili da sostenere ed accettare.
LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

LA TRAPPOLA DEL PERFEZIONISMO

Partendo dal presupposto che in talune persone il perfezionismo può raggiungere livelli tali da creare problemi psicologici, che sono di competenza di specialisti, possiamo comunque riconoscere che in determinate occasioni, in determinati momenti o contesti, tutti possiamo avere a che fare con questo tratto .

Questo perché ognuno di noi ha dentro di se un immagine piuttosto chiara e perentoria su come ci si debba comportare e su come vorremmo le cose andassero.

Abbiamo aspettative ben precise e l’illusione di poter avere tutto sotto controllo, una parte di noi si illude che tutto debba e possa essere perfetto.

Queste ci spingono nella pratica al biasimo e alla critica severa, nei nostri confronti e nei confronti degli altri. Ricerchiamo perfezione dentro e fuori di noi. Ci consumiamo spinti da un eccessiva tensione interiore, ad aumentare il nostro rendimento e a porci sempre nuovi obiettivi. Possiamo convincerci che a causa dell’imperfezione altrui ( perché lui/lei é/fa così io allora… ) si vivano esperienze di infelicità.

Ci sentiamo spesso sbagliati, non all’altezza, maltrattati da una incessante spinta alla correzione. La nostra mente fa continuamente paragoni. Con gli altri, con le nostre aspettative e con quelle di chi abbiamo vicino.

La “liberazione” passa dall’interiorizzare una verità fondamentale : la vita stessa non è perfetta. Nel senso che non c’è un unico modo, un’unica via.

L’alternanza di momenti belli e momenti complessi, il vincere e il perdere, il pieno riconoscimento e la critica, il successo e i fallimento, il prendere e il dover lasciar andare  .

Sono solo esperienza di vita , sono vita. E non un indice della nostra incapacità e dei nostri sbagli.

Il perfezionismo nasce dalla tendenza a giudicare sempre tutto, possiamo contenere ed anche lasciar andare questa tendenza.

Osservandoci con uno sguardo amichevole, accettando di poter stare con quello che c’è , esattamente così come è.  Riconoscendo i nostri difetti, mostrandoli così come sono. Non succede nulla, solo verità e quiete.

Per poter osservare ed integrare, per uscire dal loop della critica e della re-azione, del biasimo e della vergogna.

Per poter apprezzare il percorso fatto, la nostra evoluzione , la nostra imperfetta bellezza.

Ricapitolando possiamo convenire che il perfezionismo non funzionale, quello che ti intrappola rovinando la tua esistenza, le tue relazioni , il tuo lavoro nasce da un NO.

O per essere più precisi, il rifiuto può essere declinato in tre versioni, ne basta anche uno solo per candidarci facilmente all’insoddisfazione e tristezza.

Il perfezionista rifiuta

  • il fallimento
  • le emozioni negative
  • il successo

Nel prossimo articolo li analizzeremo nel dettaglio , se vuoi leggerlo lo trovi QUI.

 

 

 

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