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LAVIADELREIKI

SALUTO IL 2018 CON GRATITUDINE

In questi giorni di riposo ogni tanto ho navigato nel web e ho avuto la sensazione, magari mi sbaglio, che tanti abbiano percepito il 2018 come un anno pesante. I post , tutti carini e divertenti, prevalentemente augurano una cancellazione totale dell’anno che sta per concludersi.

Forse quello del Babbo Natale che prende l’albero natalizio ancora tutto addobbato e lo trita in una sorta di mega trita rifiuti che spara in aria frammenti colorati e sberluccicosi, salutando il 2018, è stato quello che mi ha fatto ridere di più. E dopo la risata mi sono domandata quante persone , tra quelle che lo avevano visto e condiviso, in cuor loro avessero desiderato di poter fare altrettanto.

Da un punto di vista astrologico sicuramente il 2018 è stato un anno intenso, ma se consideriamo il tutto come una sorta di allenamento in vista dei prossimi 365 giorni, ecco che forse questa voglia di cancellarlo passa ( o quanto meno si attenua). Ci è stata data la straordinaria possibilità di andare molto giù, in profondità. Puo’  essere anche che a tratti tutti, chi più chi meno, si sia sentito addirittura proiettato a testa all’ingiù nella melma più nera.

Ok poco piacevole, ma quel che fa la differenza, sempre, è il punto di osservazione.

Se siamo perennemente nel lamento, ovvio che la posizione “testaingiùnellamelma” non può che scatenare in noi rabbia,sconforto,frustrazione,vittimismo,senso di impotenza etc etc etc.

Se invece riusciamo per un attimo invece a rimanere solo nel sentire, sospendendo giudizio e autobiasimo, ecco che possiamo farci delle domande interessanti.

Ma cos’è questa melma?

E’ tutta mia?

Se non lo è perchè ci sono comunque finito dentro?

Cosa posso farne?

Come posso uscirne?

Uscendo dal paragone del tuffo carpiato nella melma, possiamo affermare che l’anno trascorso ci ha messo a confronto, senza sconti nè giri di parole, con le nostre ferite più profonde e sedimentate. Con la nostra ombra, che fa solo da contraltare a tutta la nostra luce.

Questo invito, se è stato accolto, ci permetterà di viaggiare via spediti nel 2019, alleggeriti da una zavorra che non ha proprio più alcun senso di gravare sulle nostre spalle.

La Kabbala ci spiega che ogni anno è in un certo senso vivo, e quindi quando ci si sta per congedare ha senso salutarlo e ringraziarlo. Perchè parlarà di noi all’anno nuovo. Presentarsi carichi di rabbia, sconforto e frustrazione non è affatto un bel biglietto da visita.

Il pensiero crea, da forma alla nostra realtà.

Vi lascio come saluto di commiato per il 2018 e di benvenuto per il 2019 , una riflessione sulla Gratitudine.

La Gratitudine è  un sentimento che percepiamo e dimostriamo quando mostriamo apprezzamento per il bene ricevuto.

Fondamentale è il dimostrare questa gratitudine e diversi sono i modi attraverso i quali possiamo  esprimerla verso qualcosa o qualcuno : dipendono dal linguaggio preferito di ciascuno di noi .

Ci sarà quindi chi preferisce dire semplicemente un “Grazie”, altri offrire gesti di servizio, o manifestare fisicamente questo sentire attraverso un abbraccio o ricambiando con un dono.

Purtroppo la maggior parte di noi porta la propria attenzione  più facilmente su ciò che  manca e la conseguenza è una sensazione di vuoto, e di scarsità, che può avere  conseguenze  negative , nei diversi ambiti esistenziali.

Ovviamente quando noi focalizziamo la nostra attenzione e il nostro pensiero solo su quel che non abbiamo, potremo essere facilmente preda dell’ansia .

Sottraiamo così energia all’immaginare e progettare qualcosa di nuovo, e soprattutto inquinando l’unico momento davvero importante : il qui ed ora.

Vi riconoscete in questo genere di pensieri?

  1. Sono molto spesso arrabbiato.
  2. Ho l’impressone che gli altri abbiano più di me e che quindi vivano sempre meglio di me .
  3. Mi sembra che tutto l’universo creato cospiri contro di me , ovviamente ingiustamente.
  4. Non è mai colpa mia.
  5. Credo che nessuno si dia da fare come me ma non mi viene mai riconosciuto.
  6. Sento di dover difendere con i denti il mio piccolo quadrato di mondo e temo  possa crollarmi sotto i piedi in qualsiasi momento.
  7. Fate voi tanto avete capito il genere!

Pur non negando i momenti complessi è necessario un giusto equilibrio, possiamo iniziare a riflettere sul concetto di gratitudine: possiamo allenarci ad essere sempre più coscienti della fortuna di poter sperimentare la felicità e allo stesso tempo godere dei momenti sereni, che tornano sempre dopo il brutto tempo.

Non è poi così complesso allenarsi in tal senso.

Un buon inizio può essere quello di ritagliarsi un piccolo spazio nell’arco della giornata per pensare a tre persone o cose o situazioni della giornata appena trascorsa a cui sentiamo di dire grazie per un  qualche motivo.

Altro approccio è quello del barattolo della gratitudine.

Vi occore un bel barattolo di vetro, tipo i 4 stagioni e trovate una collocazione comoda ed agevole per voi e la vostra famiglia .

Ogni giorno potrete collocare nel vaso dei bigliettini.

Potete prepararli in anticipo ritagliando dei quadratini di cartoncino colorato di circa 5/6 centimetri di lato.

In rete trovate anche dei deliziosi tutorial per scaricare bigliettini ed etichette per il vostro vaso.

Ogni giorno ricordatevi di scrivere qualcosa per cui siete grati . Qualsiasi esperienza o persona,  davvero qualunque, grande o piccola che sia!

Scriveteli e poi ripiegateli, pronti per essere infilati nel barattolo.

Questo vostro  barattolo della gratitudine si riempirà, via via con lo scorrere dei giorni si riempirà di tanti fogliettini colorati.

Quando vi sentirete scoraggiati o cadrete in un loop di pensieri come quelli dell’elenco qua sopra, fermatevi, fatevi una tisana calda e pescate a caso dalla giara.

Ricordare momenti lieti vi permetterà di riprovare gioia, pace e vi sentirete grati. Anche nei periodi più complicati possiamo esser grati per qualche cosa,sempre.

 

Salutiamo così’ il 2018 e diamo di cuore un grande benvenuto al 2019.

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